Il divieto di fecondazione artificiale eterologa non viola la Convenzione europea dei diritti dell’uomo: è quanto stabilito da una sentenza della Corte di Strasburgo sulla normativa austriaca, che – come la legge 40 in Italia – non consente la fecondazione eterologa. La norma era stata impugnata da due coppie austriache secondo cui la legge sulla fecondazione in vitro violava il loro diritto a formare una famiglia. Nel dispositivo pubblicato ieri, la “Grand Chambre” della Corte di Strasburgo stabilisce dunque la legittimità della legislazione dei Paesi comunitari che vietano il ricorso alla donazione di sperma e ovuli in vitro per avere un figlio.
martedì 8 novembre 2011
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